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Antichissima città universitaria (dal 1088), ospita
numerosissimi studenti che le conferiscono ricchezza e animano
la sua vita culturale e sociale. Nota per le sue torri ed
i suoi lunghi portici, possiede un ben conservato centro storico
(fra i più estesi d'Italia), in virtù di un'attenta
politica di restauro e conservazione avviata dalla fine degli
anni '60 del secolo scorso.
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Comune di Bologna
Stato: Italia
Regione: Emilia-Romagna Provincia: Bologna (BO)
Altitudine: 54 m
Area: 140,73 kmq
Abitanti: 374,425
Densità: 2,661/km2
CAP: 40100
Santo Patrono: San Petronio
Giorno festivo: 4 Ottobre
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La città, le cui origini risalgono ad
almeno un millennio prima di Cristo, è sempre stata
un importante centro urbano prima sotto i Celti e gli Etruschi
(Felsina), poi sotto i Romani (Bononia), poi ancora nel Medioevo,
come libero comune (per un secolo è stata la quinta
città europea per popolazione). Importante centro culturale
ed artistico, questo ruolo fatica talvolta ad esserle riconosciuto,
mancando un "capolavoro" di rinomanza mondiale che
possa attirare in massa i turisti: tuttavia, la sua importanza
artistica e monumentale è basata su un insieme omogeneo
di monumenti ed emergenze architettoniche (le torri medievali,
i palazzi d'epoca, le chiese, la struttura del centro storico)
ed opere d'arte frutto di una storia architettonica ed artistica
di prim'ordine.
Bologna è un importante nodo di comunicazioni stradali
e ferroviarie del nord Italia, rilevante polo fieristico e
area in cui risiedono importanti industrie meccaniche, elettroniche
e alimentari. È sede d'importanti istituzioni culturali,
economiche e politiche.
L'area metropolitana comprende numerosi comuni della provincia,
per un totale di oltre 750.000 abitanti, area che se riferita
alla popolazione "presente" giornalmente sfiora,
tuttavia, il milione di persone.
La sua influenza economica, culturale e come polo d'attrazione
supera ampiamente l'area urbana propriamente detta, estendendosi
da Parma fino alle Marche lungo l'asse della via Emilia, inoltre,
ormai si va profilando la fusione con l'area urbana di Modena
(dalla quale la separano solo pochissimi chilometri lungo
gli assi della via Emilia e della via Bazzanese); lo stesso
Aeroporto di Bologna è al servizio diretto dell'intera
provincia modenese e dei suoi poli produttivi tessile (Carpi),
delle ceramiche (Sassuolo) e del biomedicale (Mirandola).
Storia antica

Raffigurazione medievale della città
La zona di Bologna risulta abitata fin dal IX secolo a.C.,
come risulta dagli scavi effettuati a partire da metà
'800 nella vicina Villanova, frazione di Castenaso. In questo
periodo, e fino al VI secolo a.C., l'insediamento appartiene
alla fase indicata appunto come villanoviana ed è sparso
in vari nuclei. Nel VII-VI secolo a.C. abbiamo testimonianze
di un'apertura ai modelli artistici della vicina Etruria:
anche la composizione etnica della popolazione cambia, passando
dagli Umbri agli Etruschi che la battezzarono Felsina.
Successivamente (V-IV secolo a.C.), con la discesa dei Galli
nella penisola gli Etruschi vengono progressivamente messi
in minoranza, e il dominio gallico sulla zona durerà
fino al 196 a.C., anno in cui i Galli Boi vengono scacciati
dai Romani. Nel 189 a.C. questi ultimi fondarono sul sito
una colonia di diritto latino a cui diedero il nome di Bononia.
Dopo la caduta dell'Impero, fu soggetta ad Odoacre, a Teodorico
il Grande (493-526), a Bisanzio e infine, nel 727, ai Longobardi,
nella cui ottica era solo un centro militare. Nel 774 la città
capitola davanti a Carlo Magno, che la consegna al papa Adriano
I.
Ripopolatasi nel X secolo, Bologna inizia a nutrire aspirazioni
comunali, che riuscirà ad affermare alla morte di Mathilde
di Canossa, nel 1115, ottenendo l'anno successivo una serie
di concessioni giurisdizionali ed economiche dall'imperatore
Enrico V. Il comune partecipò alla lotta contro il
Barbarossa, conclusasi con la pace di Costanza nel 1183, dopo
la quale conobbe una forte espansione, anche edilizia (periodo
delle case-torri): fu uno dei principali centri di scambio
commerciale grazie a canali che permettevano il transito di
grandi quantità di merci. Basti considerare che alla
fine del XIII secolo, con i suoi 50.000, forse 60.000 abitanti
era la quinta città europea per popolazione (dopo Cordoba,
Parigi, Venezia e Firenze), al pari con Milano ed era il maggior
centro industriale tessile d'Italia.
Il complesso sistema di approvvigionamento idrico di cui era
dotata la città, mediante una sviluppata rete di canali
tra le più avanzate in Europa, si riforniva d'acqua
dai torrenti Savena e Aposa e dal fiume Reno (come il Canale
Navile ed il Canale di Savena). Questa energia idraulica serviva
ad alimentare numerosi mulini per la fiorentissima industria
tessile serica e per il trasporto di merci. Dei canali di
Bologna (ora quasi tutti interrati) rimangono oggi tracce
nella toponomastica.
Nel 1088 fu fondata a Bologna quella che è riconosciuta
come la prima università del mondo occidentale (Alma
mater studiorum).
Nel XIII secolo, Bologna fu coinvolta nelle lotte tra guelfi
e ghibellini, con alterne fortune. Ad esempio: se, nel 1249,
i bolognesi riuscirono addirittura a catturare Re Enzo di
Sardegna, figlio di Federico II del Sacro Romano Impero ed
a tenerlo imprigionato fino alla sua morte (1272) malgrado
le minacce del potente padre; nel 1275, invece, dopo un tentativo,
fallito, della guelfa Bologna di attaccare la ghibellina Forlì,
le truppe ghibelline di Guido da Montefeltro, di Maghinardo
Pagani e di Teodorico degli Ordelaffi, misero in fuga i bolognesi
presso il fiume Senio, al ponte di San Procolo. La rotta fu
tanto grave che il carroccio dei bolognesi venne portato in
trionfo a Forlì.
Nel 1256 il Primo Capitano del Popolo (Giordano Lucino) promulga
la "Legge del Paradiso" che riscatta i servi della
gleba.
Nel 1337 ha inizio la signoria dei Pepoli, definita da alcuni
studiosi una "criptosignoria" perché la famiglia
cerca di governare ponendosi come primi tra pari piuttosto
che come veri e propri signori della città.[citazione necessaria]
La signoria presenta forti elementi di continuità col
passato, e resisterà fino al 28 marzo 1401 quando diventeranno
signori di Bologna i Bentivoglio.
Nel 1507 passa allo Stato Pontificio fino al 1796 quando con
Napoleone arrivano a Bologna le truppe francesi ma, dopo il
Congresso di Vienna (1815) la città ritorna alla Chiesa.
Vi si stabiliranno gli Austriaci, per essere poi annessa al
Regno d'Italia nel 1860.
Le due Torri di Bologna
Le
torri gentilizie di Bologna di origine medioevale, sono uno
dei tratti più caratteristici della città. Secondo
il conteggio effettuato da Giovanni Gozzadini nel XIX secolo,
le torri nel medioevo sarebbero state addirittura più
di 180 (una enormità rispetto all'estensione della
città di allora). Stime condotte con metodi più
moderni riducono questo numero a 90-100 tra torri e case-torri,
un valore comunque considerevole considerando il notevole
sforzo necessario all'epoca per edificare costruzioni simili.
Di esse purtroppo se ne sono salvate solo diciassette. Fra
le torri superstiti si possono citare la Torre Altabella (61
metri di altezza), la Torre Prendiparte (60 m), e le ben più
note Torre degli Asinelli e Garisenda.
Le due torri sono i monumenti simbolo della città:
la Torre degli Asinelli (alta 97 metri) e la Torre della Garisenda
(in origine alta 60 metri, ora 48) edificate per volere di
nobili ghibellini nel XII secolo. La più pendente delle
due, la Garisenda, fu citata più volte da Dante Alighieri,
nella Divina Commedia (Inferno, XXXI, 136-140).
Palazzo Re Enzo
Il Palazzo Re Enzo è un palazzo di Bologna, del XIII
secolo.
Venne costruito nel 1245 come ampliamento degli edifici comunali
del Palazzo del Podestà e per questo chiamato Palatium
Novum ma le sue vicende storiche l'hanno da sempre legato
a Re Enzo.
Palazzo Re Enzo e la Torre dell'Arrengo
Tre anni dopo la sua costruzione divenne dimora di Re Enzo,
figlio dell'imperatore Federico II di Svevia catturato durante
la battaglia di Fossalta nei pressi di Modena. Re Enzo fu
tenuto per alcuni giorni nel castello di Anzola dell'Emilia
e successivamente trasferito a Bologna. Enzo vi rimase
sino alla sua morte nel 1272. Antonio di Vincenzo nel 1386
realizzò la Sala del Trecento che verrà successivamente
adibita ad archivio comunale, mentre l'ultimo piano fu pesantemente
ristrutturato nel 1771 ad opera di Giovanni Giacomo Dotti
ed infine nel 1905 Alfonso Rubbiani ripristinò l'aspetto
gotico dell'edificio. Sulla destra del palazzo si trova l'accesso
della cappella di S. Maria dei Carcerati cui si recavano i
condannati a morte.
A pian terreno venivano custoditi il Carroccio e le macchine
da guerra, nell'ammezzato vi erano gli uffici del pretore
e la cappella, in seguito l'Archivio Notarile della città.
Le facciate esterne del Palazzo Re Enzo su Piazza Nettuno,
Via Rizzoli e Piazza Re Enzo sono state sottoposte a restauro
conservativo nel 2003.
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